martedì 26 dicembre 2017

Prospetto informativo disabili


Sistema per l’invio del Prospetto Informativo on line
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Regole per l'invio
  • I datori di lavoro pubblici e privati, che hanno la sede legale e le unità produttive ubicate in un’unica Regione o Provincia Autonoma e che adempiono all’obbligo direttamente, inviano il prospetto informativo presso il servizio informatico messo a disposizione dalla Regione o Provincia Autonoma.
  • I soggetti abilitati effettuano tutte le comunicazioni attraverso il servizio informatico regionale ove è ubicata la sede legale.
  • Nel caso di invio del prospetto da parte di un’azienda Capogruppo, la regola di invio segue quella dell’azienda capogruppo stessa.
Per maggiori informazioni sul servizio clicca qui.

domenica 24 dicembre 2017

Diritto al lavoro dei disabili


Servizio occupazione disabili

La legge n. 68/1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” ha introdotto il nuovo concetto di collocamento mirato, inteso come l’insieme di strumenti tecnici ed interventi di supporto che consentano una reale integrazione lavorativa delle persone con disabilità.
Tale norma obbliga tutti i datori di lavoro pubblici e privati con almeno 15 dipendenti come base di computo ad avere alle proprie dipendenze uno o più lavoratori iscritti alle liste di cui all’art.8 (disabili
).
Il decreto legislativo n. 151 del 14.09.2015 introduce alcune modifiche in materia di collocamento obbligatorio.
Nella scheda sintetica vengono presentate le principali modifiche

Sei una persona con disabilità e vuoi inserirti nel mondo del lavoro. Il Centro per l’ Impiego territorialmente competente ti offre servizi di natura amministrativa e interventi di politiche attive del lavoro.

La tua azienda è tenuta ad assumere persone con disabilità. Il Servizio Occupazione Disabili ti offre i servizi amministrativi e di supporto  relativi all’applicazione della legge 68/99.

Eroghi servizi per persone con disabilità: inserimento lavorativo, sostegno all’occupazione, supporto al collocamento mirato. Il Piano provinciale per l’occupazione dei disabili (Emergo) finanzia azioni e servizi ed agisce attraverso il coinvolgimento di enti pubblici e privati, i disabili e le loro famiglie, le istituzioni, le cooperative sociali e le imprese creando una rete di rapporti capace di supportare le attività connesse alla formazione e al lavoro dei disabili.

sabato 16 dicembre 2017

Bollo auto esenzione: chi non deve pagare



Chi non deve pagare il bollo auto? Il mensile ‘Quattroruote’ ha fatto un po’ di chiarezza sui soggetti che sono esentati dal pagamento del bollo auto dato che ci sono regole diverse in ogni regione d’Italia.
Provincia autonoma di Bolzano: per i primi tre anni dall’immatricolazione non pagano il bollo tutti i veicoli a idrogeno, gas metano, Gpl, ibrida elettrica e termica.
Campania: esenzioni per chi ha auto ibride (benzina-elettrica o benzina-idrogeno).
Emilia Romagna: non paga il primo periodo fisso e i due anni successivi chi ha immatricolato un’auto ibrida (gasolio-elettrica, benzina/elettrica e benzina/idrogeno) tra l’1 gennaio 2016 e il 31 dicembre 2016.
Lazio: l’esenzione, sempre per le ibride, incluse quelle ad alimentazione termica, di fatto è per i primi tre anni.
Liguria: per le auto ibride (benzina-elettrica, benzina-idrogeno, gasolio-elettrica) immatricolati non prima dell’1 gennaio 2016 potranno godere dell’esenzione del primo bollo e dei quattro anni successivi.
Lombardia: per i veicoli ibridi (benzina-elettrica, gasolio-elettrica) con ricarica esterna immatricolati tra l’1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 c’è una riduzione del bollo del 50 per cento per tre anni.
Marche: tutti i veicoli ibridi (benzina-elettrica, gasolio-elettrica, alimentazione termica, benzina-idrogeno) immatricolati nel 2017 c’è l’esenzione del bollo per il primo anno e per i 5 anni successivi.
Puglia: c’è l’esenzione per i veicoli ibridi immatricolati da gennaio 2014 per il primo periodo fisso e per i successivi cinque anni.
Provincia di Trento : c’è l’esenzione per cinque anni per le auto metano-benzina, Gpl benzina, elettrica-benzina.
Umbria: niente bollo per due anni su tutti i veicoli ibridi elettrici con benzina o gasolio immatricolati tra gennaio 2016 e dicembre 2017.
Veneto: dal 2014 i proprietari della auto ibride sono esentati per tre anni dall’immatricolazione.
AUTO STORICHE – La normativa di riferimento per tutte le regioni prevede che l’esenzione dal pagamento del bollo riguardi solo auto con età pari o superiore ai 30 anni (non più 20 come recitava la legge precedente): se però il veicolo circola su strada pubblica bisogna pagare una tassa forfettaria 28,40 euro per le auto e 11,36 euro per le moto.  Alcune regioni , però, hanno introdotto una normativa ad hoc. In questo caso specificatamente e in generale, la soluzione migliore per verificare l’ammontare del bollo è collegarsi al sito ACI, verificando gli aggiornamenti della legislazione sui vari portali regionali e calcolandolo in base alla propria regione di ‘appartenenza’.
AUTO PER DISABILI – Tante le esenzioni per i disabili e i loro accompagnatori. Per auto e moto fino a 2.000 cc con motore a benzina e fino a 2.800 cc con motore a diesel, c’è l’esenzione totale per sordomuti, non vedenti e per soggetti con ridotte o impedite capacità motorie. L’esenzione riguarda ovviamente anche i soggetti familiari che hanno a carico le categorie appena citate, sempre per auto al massimo 2.0 benzina e 2.8 diesel. Esenzione anche per motocarrozzine, macchine elettriche e motocicli leggeri utilizzati da invalidi o mutilati. Esenzione pure, infine, per i veicoli utilizzati nelle missioni umanitarie e per il trasporto di persone bisognose di cure mediche: in quest’ultimo caso non rientrano però automaticamente le autoambulanze, che spesso sono utilizzate a fini di lucro. In questa circostanza l’esenzione del bollo deve essere sottoposta alla verifica della regione di appartenenza.

venerdì 8 dicembre 2017

LINEE GUIDA I.N.P.S. PER L’ACCERTAMENTO DEGLI STATI INVALIDANTI

CRITERI E MODALITÀ DI APPLICAZIONE
La nuova tabella fa riferimento, secondo i criteri della normativa vigente, all’incidenza delle infermità sulla capacità lavorativa esprimendo il pregiudizio percentuale che su di essa comporta ciascuna menomazione anatomo-funzionale. La tabella prevede sia infermità cui è attribuita una percentuale "fissa", sia infermità per le quali l’invalidità è riferita a una o più fasce successive di dieci punti percentuali, individuate secondo classi funzionali definite in base a criteri di evidenza clinica. Per alcune infermità sistemiche o con possibili complicanze a carico di molteplici organi e apparati, che mal si prestano ad una esauriente distinzione in classi funzionali, si è scelto di accorpare più fasce di invalidità in una sola voce tabellare, indicando un range superiore ai 10 punti percentuali e specificando criteri e modalità di valutazione in rapporto a natura e gravità delle complicanze. Per le infermità non tabellate si procede alla valutazione del danno in via analogica indiretta, o per equivalenza, con riferimento ad infermità analoghe tabellate e di pari gravità. La struttura tabellare proposta, prevedendo per una medesima infermità fasce successive di invalidità correlate a crescente compromissione funzionale, esclude, di regola, il ricorso a valutazioni con criterio analogico proporzionale, riservato alle infermità che risultino tabellate ma con diversa gravità.

lunedì 4 dicembre 2017

RETE DEI SERVIZI PER LA DISABILITÀ



Il sostegno alle persone con disabilità (o non autosufficienti) ha subito - nel corso degli anni – un’evoluzione caratterizzata dal passaggio “dalla cura della persona” al “prendersi cura”, e da una maggiore attenzione alla famiglia e al contesto sociale in cui la persona è inserita.
Regione Lombardia, con l’approvazione della LR 15/2016, ha inteso promuovere ulteriormente le condizioni di benessere in materia e di inclusione sociale delle persone affette da disturbi dello spettro autistico e della disabilità complessa.
Di seguito sono elencati i principali servizi dedicati alle persone con disabilità offerti in Regione Lombardia ed erogati, a seconda del caso, dalle Agenzie di Tutela della Salute (ATS), dalle Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST), dal Privato accreditato, dai Comuni e dal Terzo Settore competenti per territorio. 





domenica 26 novembre 2017

Ausili per disabili, pubblicato il bando per chiedere il contributo



Con le disposizioni contenute nel decreto n. 13682/2017 del 6 novembre 2017 la Direzione Generale Reddito di Autonomia e Inclusione sociale ha approvato gli “Interventi a favore delle persone disabili o delle loro famiglie per l’acquisizione di ausili o strumenti tecnologicamente avanzati” per l’anno 2017. In base a quanto previsto dalla legge regionale 23/99, Regione Lombardia sostiene l’acquisto da parte di persone con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento o loro familiari di ausili o strumenti tecnologicamente avanzati. Per sostenere questi acquisti -finalizzati a estendere le abilità della persona e a potenziare la sua qualità di vita- Regione Lombardia mette a disposizione 2.266.240 euro.

L’ausilio/strumento deve essere funzionale al raggiungimento/miglioramento:
  • dell’autonomia della persona, con particolare riferimento al miglioramento dell’ambiente domestico;
  • delle potenzialità della persona in relazione alle sue possibilità di integrazione sociale e lavorativa;
  • delle limitazioni funzionali, siano esse motorie, visive, uditive, intellettive, del linguaggio, nonché relative all’apprendimento.
Le richieste di contributo devono rientrare in quattro aree di intervento:
  1. Area domotica: rientrano le tecnologie finalizzate a rendere maggiormente fruibile e sicuro l’ambiente di vita della persona disabile e riducendo il carico assistenziale di chi se ne prende cura.
     
  2. Area mobilità: rientra l’adattamento dell’autoveicolo (di proprietà o in comodato d’uso sia del famigliare che del disabile) al fine di garantire il trasporto della persona nei luoghi di lavoro o di socializzazione. Per quanto riguarda esclusivamente le persone che beneficiano del contributo di cui all’articolo 27 della legge 104/92, gli stessi possono ottenere il contributo regionale, purché la somma complessiva derivante dal cumulo dei due contributi (art. 27 della legge 104/92 e art. 4 legge 23/99) non superi il 70 % del costo dell’ausilio/strumento stesso.
     
  3. Area informatica: prevede l’acquisto di personal computer o tablet solo se collegati ad applicativi necessari a compensare la disabilità o le difficoltà specifiche di apprendimento di cui alla l.r. n° 4/2010, fermo restando i massimali in calce al presente paragrafo.
     
  4. Altri ausili: rientra l’acquisto di strumenti/ausili non riconducibili al Nomenclatore Tariffario, ovvero per quegli strumenti/ausili ad alto contenuto tecnologico per i quali è riconosciuto un contributo sanitario. Questa ultima tipologia può essere finanziata purché la somma dei contributi (fondo sanitario/fondo l.r. 23/99) non sia superiore al 70% del costo dell’ausilio stesso. Rientrano in questa area anche: - gli ausili per non udenti non ricompresi nel nomenclatore, a titolo esemplificativo e non esaustivo, vibratori, sistemi FM o IR limitatamente ai minori in età prescolare nonché il secondo processore, non a scatola, prioritariamente per minori; - le protesi acustiche, limitatamente alle persone affette da sordità pari o superiore a 65 decibel medi (500-1000-2000 Hz) nell’orecchio migliore e ai minori con sordità pari a 50 decibel medi (500-1000-2000 Hz) nell’orecchio migliore.
Il contributo, se dovuto, è riconosciuto nella misura del 70% della spesa ammissibile entro i seguenti limiti:
  • personal computer da tavolo o tablet comprensivi di software specifici, contributo massimo erogabile, comprensivo di software di base e di tutte le periferiche, 400 euro;
  • personal computer portatile comprensivo di software specifici, contributo massimo erogabile, comprensivo di software di base e di tutte le periferiche, 600 euro;
  • protesi acustiche riconducibili: contributo massimo erogabile 2.000 euro;
  • adattamento dell’autoveicolo, compresi i beneficiari dell’art. 27 della legge 104/92, contributo massimo erogabile 5.000 euro.

Nell’area informatica sono ammissibili le domande che prevedono l’acquisizione contestuale del software e dell’hardware; ma sono altresì ammissibili quelle relative al solo adeguamento/potenziamento del software specifico utilizzato o per l’acquisto del solo hardware, purché si dimostri di possedere anche software specifico – o perché acquistato, o perché recuperato gratuitamente, ma comunque nella disponibilità del richiedente. Sono fatti salvi i limiti di spesa minimi e massimi ed il vincolo per il quale l’area informatica non può assorbire più del 10% del budget complessivo di ciascuna ATS. Le domande di contributo vengono valutate solo se prevedono una spesa pari o superiore a 300 euro. Il tetto massimo di spesa ammissibile è di 16.000 euro.

Sono destinatarie tutte le persone con disabilità che vivono da sole o in famiglia, indipendentemente dall’età ed anche le famiglie con figli con disturbi specifici di apprendimento (d’ora in poi DSA). Le persone che avessero già ricevuto dei contributi per l’acquisto di ausili e strumenti tecnologicamente avanzati, a valere sui bandi degli anni precedenti al 2017, possono presentare una nuova domanda per la stessa area, decorsi cinque anni. Viene fatta eccezione per le richieste di adeguamento/potenziamento dell’ausilio/strumento determinate:
  1. da variazioni delle abilità della persona;
  2. dalla necessità di sostituzione di un ausilio/strumento già in dotazione non più funzionante.
Se la domanda di contributo è relativa ad una tipologia di ausilio/strumento diverso da quello per il quale era stato concesso il contributo è possibile presentare una domanda anche prima che siano decorsi 5 anni.

Le famiglie con figli con disturbi specifici di apprendimento che hanno usufruito precedentemente di tali benefici possono presentare una nuova domanda solo per l’adeguamento/potenziamento del software specifico utilizzato.
Le Agenzie di tutela della salute (ATS) devono pubblicare l’avviso per la presentazione delle domande (assicurando un periodo di apertura di almeno 60 giorni) almeno entro il 15 dicembre 2017. Le domande di accesso al contributo potranno essere presentate a partire dal giorno successivo alla data di pubblicazione dell’avviso.
 

domenica 29 ottobre 2017

Ragazzi con disabilità senza sostegno nei Centri di Formazione Professionale

Una mamma racconta l’odissea dei ragazzi con disabilità nei Centri di Formazione Professionale (CFP)
La L. n. 296/06 ha stabilito che l’istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno d’età. L’obbligo di istruzione può essere assolto nelle scuole o nelle strutture accreditate dalle Regioni per la formazione professionale. In queste ultime, però, molto spesso non c’è il sostegno. Perché?
Il diritto alla formazione professionale dei cittadini disabili è sancito dall’art. 38 della Costituzione: gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale. Fino agli anni sessanta, però, le norme in materia non prevedevano interventi a favore delle persone con disabilità. Con la L. n. 118/71 vengono fornite le prime indicazioni e, poi, con la L. n. 845/78, più specifiche disposizioni al riguardo, come la coerenza tra il sistema di formazione professionale e il sistema scolastico generale, la qualificazione professionale degli invalidi e dei disabili, gli interventi necessari ad assicurare loro il diritto alla formazione professionale,  le iniziative formative dirette alla rieducazione professionale di lavoratori divenuti invalidi e la formazione di soggetti che non risultino atti a frequentare i corsi normali. La L. n. 104/92 interviene poi ad integrare quanto già previsto. Prevede infatti che le Regioni garantiscano agli allievi disabili che non siano in grado di avvalersi dei metodi di apprendimento ordinari l'acquisizione di una qualifica anche mediante attività specifica nell'ambito delle attività del centro di formazione professionale tenendo conto dell'orientamento emerso dai piani educativi individualizzati realizzati durante l'iter scolastico. A tal fine forniscono ai centri i sussidi e le attrezzature necessarie.  I corsi tengono conto delle diverse capacità ed esigenze della persona disabile che, di conseguenza, è inserita in classi comuni o in corsi specifici o in corsi prelavorativi. Il sostegno, però, non c’è o c’è per pochissime ore.

Stefania Santinelli, mamma di un ragazzo con disabilità che ha scelto di frequentare un centro di Formazione Professionale, ci ha raccontato nell’intervista che segue le numerose difficoltà incontrate.

Gli adolescenti che scelgono la formazione professionale regionale non hanno diritto al sostegno?In questo momento posso affermare che i Centri di Formazione Professionale Regionale, percorso parallelo alla scuola secondaria di secondo grado, non offrono tutele per gli alunni con disabilità. Purtroppo la Regione non si attiene alla legge 104, alla Normativa Nazionale sull’Integrazione Scolastica, alla Convenzione ONU e alle indicazioni del PEI, strumento di programmazione annuale in cui il GLHO indica qualitativamente e quantitativamente i bisogni di ogni alunno, documento indispensabile per personalizzare anche le risorse necessarie.
Perché accade questo?
Le norme esistenti vengono disattese. Dal 1978, le Regioni sono diventate a tutti gli effetti responsabili della Formazione Professionale. La Regione riceve fondi statali e impegna fondi propri insufficienti. E’ responsabile totalmente, per delega statale, di queste scuole che gestisce direttamente o accreditando le Scuole idonee al percorso.
Come bisognerebbe intervenire secondo te?
Le Regioni devono attenersi alla normativa nazionale e considerare come partenza di ogni percorso scolastico il PEI del singolo alunno, con le indicazioni fornite dalle Scuole in base al percorso più idoneo. Devo anche segnalare che esistono, approvati e pubblicizzati, percorsi personalizzati; a tutti gli effetti vengono erogati fondi aggiuntivi solo se l’alunno frequenta vere e proprie classi differenziali. Sono state proposte anche a mio figlio e sono fuggita a gambe levate!
Cosa è previsto nella tua Regione?
La Regione Lombardia prevede, purtroppo, un contributo unico annuale per i CFP che accolgono alunni disabili. Parliamo di “ben” 3.000 Euro annui, sufficienti per sole 3 ore di sostegno settimanale. Il contributo aumenta solo se vengono attivati percorsi individualizzati in classi differenziali. Da quest’anno poi è stata riformata la gestione dell’assistenza educativa in tutte le scuole superiori, di competenza prima provinciale poi della città metropolitana e quindi del comune. Inizialmente sembrava una svolta positiva, invece… I Comuni sono responsabili dell’erogazione dell’assistenza educativa + trasporto + assistenza specialistica, ma con fondi insufficienti. Per i CFP la Regione mette pure un vincolo contrario: massimo 5 ore settimanali, non ancora assegnate a Milano. Sono in attesa del PEI per procedere poi con due ricorsi: uno vs la Regione, uno vs il Comune. Mio figlio, con sentenza per 18 ore di sostegno, con PDF e Relazione Finale di terza media con indicazione di rapporto 1:1, frequenta la scuola con 3 ore di sostegno su 30 settimanali. Sapevo che avrei trovato il “nulla” ma ho rispettato la scelta di mio figlio. Lotterò nuovamente per tutelarlo, spero per l’ultima volta.

APPROFONDIMENTI
Normativa Formazione Professionale

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