giovedì 15 marzo 2018

Diabete, tre cose da fare per ridurre la glicemia

<Sono circa 3 milioni le persone affette da diabete in Italia (dati ISTAT 2011), il 4,9% della popolazione. Le complicanze del diabete possono essere estremamente invalidanti e compromettere la funzionalità di organi essenziali: cuore (infarto del miocardio, cardiopatie), reni (insufficienza renale), vasi sanguigni (ipertensione o altre malattie cardiovascolari, ictus, ecc.), occhi (glaucoma, retinopatie, ecc.). Ma come riconoscere i sintomi?
1. Intorpidimento
Formicolio, specialmente nelle mani mani e nei piedi. La causa è l'incremento dei livelli di zucchero nel sangue, da cui deriva la restrizione dei vasi sanguigni nelle estremità. Può causare la lesione delle fibre nervose
>

Avete la glicemia alta? Potete ridurla con l’alimentazione, con l’attività fisica e con i rimedi naturali. Ecco come fare.

Se soffrite di glicemia alta sappiate che esistono tre strategie per tenerla sotto controllo: alimentazione, attività fisica e rimedi naturali.

Ridurre la glicemia con l’alimentazioneL’alimentazione è la prima cosa su cui agire: no a cibi ipercalorici, confezionati, ricchi di grassi saturi o idrogenati (formaggi, panna, salumi, insaccati, hamburger, wurstel, margarine, snack, prodotti da forno industriali) dolciumi, junk food. Attenzione poi agli alimenti con alto indice glicemico come patate, pane bianco, riso bianco e in genere cereali raffinati, succhi di frutta, bevande zuccherate, snack dolci, bevande alcoliche. Via libera invece a verdura, soprattutto cruda, cereali integrali, fibre, olio extravergine d’oliva, proteine magre, cibi ricchi di omega 3. Riducete inoltre le porzioni dei piatti, in particolare se si tratta di carboidrati. Non eccedete nel consumo di frutta molto zuccherina. Mangiare lentamente è un altro prezioso consiglio di benessere.
Ridurre la glicemia con l’attività fisicaIl movimento permette di abbassare la quantità di zucchero nel sangue, ecco perché l’attività fisica non va trascurata. Fa particolarmente bene l’esercizio aerobico con picchi di alta intensità, potrebbe dunque essere una buona idea correre, accelerando il ritmo ogni tanto. Peraltro il movimento aiuta a tenere sotto controllo il peso e a dimagrire, entrambi attività preziose per chi soffre di glicemia alta.
Ridurre la glicemia con rimedi naturaliLa natura fornisce un valido aiuto, esistono infatti delle piante ipoglicemizzanti da consumare sotto forma di tisana e non solo. Fra di esse ci sono: eucalipto, mirto, sambuco, opunzia, gimnema, ginseng americano. Si tratta di rimedi naturali che permettono di ridurre l’assorbimento degli zuccheri, stimolare il rilascio di insulina o migliorare la risposta insulinica.




domenica 11 marzo 2018

Legge 104: bonus auto per gli incapienti

L'Agenzia delle Entrate conferma l'esenzione dal pagamento del bollo auto e imposta di trascrizione al PRA per disabili e familiari incapienti.
Tra le agevolazioni previste dalla normativa vigente per le categorie protette c’è anche l’esenzione dal pagamento del bollo auto.
In merito si è recentemente espressa l’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un interpello (n. 917-335/2017) sottoposto dal legale di un contribuente in collaborazione con il PRA di Lecce, fornendo chiarimenti in merito alla spettanza in favore dei familiari dei disabili dell’esenzione dal pagamento di bollo auto e imposta di trascrizione al PRA dovuta alla registrazione dei passaggi di proprietà (IPT), nel caso in cui questi risultino incapienti.

Incapienti e disabili a carico

Il dubbio riguardava in particolare i familiari che non possano attestare tramite dichiarazione dei redditi che il disabile è fiscalmente a carico, perché incapienti e quindi esonerati dall’obbligo dichiarativo.
L’agenzia chiarisce quindi che gli incapienti possono fruire delle agevolazioni previste per le categorie protette e per i loro familiari attestando che si tratta di disabile fiscalmente a carico, esibendo lo stato di famiglia ed il modello ISEE, oppure un’autocertificazione del reddito.

Bagni per disabili

Chi ha difficoltà motorie, come anziani e disabili, deve necessariamente attrezzare un bagno che consenta di agevolare al massimo i movimenti e rendere sicuro il momento dell’igiene, garantendo la maggior autonomia possibile, ma anche supportando l’assistenza di chi si prende cura di loro.


dimensioni bagno disabili a norma
1
Corrimano ad angolo 100×100 cm
2
Corrimano verticale 180 cm
3
WC-Bidet per disabili H 49 cm
4
Cassetta WC pneumatica
5
Corrimano orizzontale 160 cm
6
Corrimano verticale 180 cm
7
Simbolo disabili adesivo per porta
8
Corrimano 45 cm
9
Lavabo per disabili, sifone da incasso, tubo di scarico flessibile, mix monocomando a leva clinica
10
Specchio basculante

Norme per il bagno disabili

Ci sono norme precise a riguardo, come la legge 13/89 per l’abbattimento delle barriere architettoniche, dove gli elementi necessari per la soluzione di un “bagno tipo”per disabili sono:
  1. Corrimano ad angolo 100×100 cm
  2. Corrimano verticale 180 cm
  3. WC-Bidet per disabili H 49 cm
  4. Cassetta WC pneumatica
  5. Corrimano orizzontale 160 cm, montaggio H max 80 cm
  6. Corrimano verticale 180 cm
  7. Simbolo disabili adesivo per porta
  8. Corrimano 45 cm, montaggio H max 80 cm
  9. Lavabo per disabili L66xP55xH15,5 cm, montaggio ad H max 80 cm dal pavimento, sifone da incasso, tubo di scarico flessibile, mix monocomando a leva clinica
  10. Specchio basculante, montaggio H compresa tra 90 e 170 cm


Bagno per disabili: le caratteristiche

In generale, le regole per creare o adattare un bagno utilizzato da chi ha difficoltà motorie, sono quelle di avere sanitari ed ausili specifici che rendano sicuri i movimenti.
  • Dimensioni del bagno: minimo di 180×180 cm, con una porta di 85 cm di larghezza e apertura verso l’esterno, maniglia a 90 cm di altezza e corrimano sul lato interno ad 80 cm.
  • WC più alto (seduta da 45 a 50 cm): deve agevolare l’alzata e la seduta, oppure il trasferimento dalla carrozzina e deve essere posto sulla parete opposta della porta. L’asse della tazza deve essere distante 140 cm dalla parete sinistra e 40 cm dalla parete destra.
  • Corrimani per disabili: orizzontali lungo il perimetro, ad un’altezza di 80 cm dal pavimento ed a 5 cm dalle pareti, devono consentire di aiutarsi con le braccia nei vari spostamenti. I corrimani verticali (due) devono essere fissati al pavimento ed al soffitto: il primo a sinistra (per chi entra) della tazza WC ad una distanza dall’asse di 40 cm e dalla parete posteriore di 15 cm; il secondo, deve essere posto a destra (per chi entra) della tazza WC a 30 cm dal bordo anteriore della tazza e di 15 cm dalla parete laterale destra.
  • Lavabo più basso (piano superiore ad 80 cm dal pavimento) (lavabo per bagno disabili): deve avere rubinetteria a leva clinica, modello a mensola in modo che le gambe e la carrozzina possano inserirsi comodamente al di sotto, senza impedimenti di colonne, mobili o scarichi. Inoltre alcuni modelli sono reclinabili, per agevolare diverse funzioni. Possibilmente va posizionato nella parete opposta a quella del WC.
  • Specchio per disabili: posizionato tra i 90 e i 170 cm da terra. Sono disponibili modelli basculanti e un sistema antiappannamento dotato di resistenze elettriche adesive.
  • Campanello: a cordone, in prossimità del wc o della vasca.
  • Vasca con sportello: apertura esterna a 180°, sportello da 70 ad 85 cm, altezza sedile 53 cm, flessibile con doccino estraibile.
Inoltre, non obbligatori, ma molto utili per l’igiene e la comodità del disabile o dell’anziano sono:
  • Idroscopino: ideale per la pulizia del WC, è un flessibile con doccetta a pulsante che eroga un getto d’acqua potente e micrometrico.
  • Kit Water-Bidet con miscelatore termostatico: il Water con funzione bidet ha una pratica apertura anteriore e un miscelatore termostatico collegato ad un flessibile con doccetta a pulsante.
Linea Oceano garantisce che tutti i prodotti sono a norma di legge, in particolare la vasca “Samoa” è stata riconosciuta dall’Associazione Tetraparaplegici e consente la totale autonomia e sicurezza di chiunque abbia difficoltà motorie.




venerdì 2 marzo 2018

Legge 104, i permessi non riducono le ferie



I permessi mensili previsti dalla legge 104 per assistere il familiare disabile non possono ridurre i giorni di ferie del lavoratore
I permessi previsti dalla legge 104 per assistere il familiare disabile non sono decurtabili dalle ferie. Anzi concorrono nella determinazione dei giorni di ferie maturati. Lo ha ribadito una recente ordinanza della Cassazione (n. 2466 del 31 gennaio scorso) che è tornata ad occuparsi dei permessi mensili previsti per i lavoratori dipendenti in qualità di caregiver familiare.
L’ordinanza ribadisce quanto stabilito dai tribunali di merito, i quali avevano accolto il ricorso di un lavoratore contro la riduzione del numero di ore di ferie da parte del datore di lavoro. Il ricorso ai giudici della Cassazione è stato presentato dall’azienda stessa.
La Cassazione ha messo in evidenza come i due istituti, ferie e permessi legge 104, abbiano due diverse funzioni sociali: le ferie, servono al lavoratore per il recupero fisiologico del benessere psico-fisico. I permessi per assistere il disabile si inseriscono all’interno di quella normativa che tutela i diritti dei disabili.
Del resto, non calcolare i giorni di permesso della 104 ai fini delle ferie significa discriminare i dipendenti che hanno la sfortuna di avere un familiare disabile con quelli che invece non ce l’hanno: i primi, infatti, oltre a dover rinunciare a una parte delle ferie, sono soggetti tre volte al mese a una cura e assistenza tutt’altro che leggera.
Resta ferma la non commutabilità dei permessi quando debbano cumularsi effettivamente con il congedo parentale ordinario – che può determinare una significativa sospensione della prestazione lavorativa – e con il congedo per malattia del figlio, per i quali compete un’indennità inferiore alla retribuzione normale. I giudici della Suprema Corte hanno precisato che i permessi mensili previsti dalla legge 104 per l’assistenza ai disabili, diversamente dal congedo parentale ordinario e dal congedo per malattia del figlio, non incide sulla fruizione delle ferie. Per la Cassazione “non assume rilevanza … né appare determinante la presunta disparità di trattamento (paventata nella memoria di parte ricorrente) a danno delle lavoratrici madri (le quali prevalentemente assolvono alla cura della prole e godono dei congedi parentali) rispetto ai soggetti che prestano assistenza a un familiare affetto da handicap grave”.
In sintesi, i permessi legge 104 non incidono sulle ferie e non devono essere riproporzionati se nel mese si fruiscono dei giorni di ferie, come ha precisato il Ministero del Lavoro, in quanto sono distinte le finalità dei due istituti.
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giovedì 1 febbraio 2018

Notifica senza raccomandata





Legge di Stabilità 2018 e notifica di atti giudiziari a mezzo posta: addio al monopolio di Poste Italiane e alla comunicazione di avvenuta notifica
Cartella esattoriale nulla: regole e sentenze



Come noto, la Legge di Bilancio 2018 ha introdotto novità in tenga di notifiche degli atti giudiziari con particolare riferimento alla notifica “per posta”: ora l’ufficiale giudiziario può consegnare l’atto sia a Poste Italiane, come avvenuto finora, sia ad un servizio di posta privato. Novità che ricordiamo tuttavia non essere ancora operativa.


Addio alla comunicazione di avvenuta notifica

L’altra grande novità, già in vigore dal 1° gennaio 2018 è che la legge di stabilità 2018 ha sancito anche l’addio alla raccomandata informativa, ovvero alla cosiddetta Can, la comunicazione di avvenuta notifica che veniva inviata al destinatario della raccomandata nel caso in cui, in sua assenza, la busta venga consegnata a un familiare convivente. Fondamentalmente, quindi, viene esteso il sistema già previsto per gli atti dell’amministrazione finanziaria a tutti gli atti giudiziari.

Notifica in assenza del destinatario

Ricordiamo che il codice di procedura civile prevede che in assenza del destinatario, lato giudiziario possa essere notificato:

  • ad un familiare convivente se maggiore di 14 anni e palesemente non incapace;
  • al portiere in assenza di un convivente o in caso di suo rifiuto aveva ricevere la missiva.
    Se queste figure sono assenti o si rifiutano di ricevere la notifica avviene il deposito presso l’ufficio postale con conseguente invio dell’avviso di giacenza al destinatario.
    Se invece il convivente o il portiere ritirano la notifica, al destinatario non viene più inoltrata alcuna raccomandata di avvenuta notifica. In pratica quindi da ora in poi è possibile che il destinatario dell’atto giudiziario possa non venire mai a conoscenza della sua notifica, se questa viene consegnata, in sua assenza, ad uno dei soggetti alternativi previsti dal codice di procedura civile.



mercoledì 31 gennaio 2018

Invalidità civile: quando e come ottenerla



Assegno di invalidità, pensione di inabilità, indennità di accompagnamento e indennità mensile di frequenza: le misure assistenziali a tutela degli invalidi.
Lo Stato viene incontro a quanti presentano una invalidità riconoscendo loro una serie di benefici di varia natura, i più importanti dei quali sono di tipo economico. Oltre a una serie di agevolazioni fiscali (si pensi alla possibilità di acquistare un’auto con la legge 104 con uno sconto sostanziale sul prezzo di acquisto e all’esenzione dal bollo auto), c’è anche il diritto all’assegno ordinario di invalidità, alla pensione di inabilità, l’indennità di accompagnamento (per chi, oltre all’invalidità al 100%, non è in grado di provvedere da solo alle proprie necessità quotidiane), l’indennità mensile di frequenza. I benefici vengono di norma proporzionati alla gravità dell’invalidità e ad altre condizioni. In tutti i casi è comunque necessario presentare una apposita domanda all’Azienda sanitaria di residenza che accerta, mediante una propria commissione medica, l’esistenza e l’entità dell’invalidità. La fruizione dei benefici decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda suddetta. Se l’invalido non è soddisfatto della valutazione fatta dalla Commissione può presentare ricorso in tribunale. Questo è, per sommi capi, tutto l’impianto delle varie discipline in tema di tutela dell’invalido. Scendiamo ora nel dettaglio e vediamo come quando ottenere l’invalidità civile.
 

mercoledì 17 gennaio 2018

Congedo per assistenza notturna


La Cassazione chiarisce quando l'assistenza al familiare grave giustifica il congedo straordinario: nullo l'eventuale licenziamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29062/17, ribadisce il principio secondo il quale chi usufruisce dei congedi retribuiti per assistere un familiare con grave disabilità, ai sensi della legge 104/1992 e del decreto legislativo 151/2001, ha diritto ad avere “spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita e di riposo“.

Congedo e assistenza

Sulla base di questo principio, i giudici supremi hanno dato ragione ad un lavoratore che aveva impugnato il licenziamento impostogli dall’azienda dopo aver scoperto che, mentre era in congedo straordinario di due anni, stava con la madre disabile solo di notte mentre di giorno tornava a casa sua.

Ricorrendo ad un accertamento investigativo, l’azienda aveva infatti rilevato che, nel corso delle giornate, il lavoratore in congedo straordinario  si era dedicato ad attività di proprio personale interesse e non risultava aver assistito la madre disabile, mentre di notte stava con la madre malata di Alzheimer ed insonne per evitare che scappasse di casa come aveva tentato di fare altre volte (questa la spiegazione fornita dal lavoratore).

La legge, spiegano i giudici della Corte di Cassazione, non prevede orari per l’assistenza: basta essere presenti, non conta se di giorno o solo di notte. In particolare nella sentenza si legge:

“Non si può ritenere che l’assistenza che legittima il beneficio del congedo straordinario possa intendersi esclusiva al punto da impedire a chi la offre di dedicare spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita, quali la cura dei propri interessi personali e familiari, oltre alle ordinarie necessità di riposo e di recupero delle energie psico-fisiche, sempre che risultino complessivamente salvaguardati i connotati essenziali di un intervento assistenziale che deve avere carattere permanente, continuativo e globale nella sfera individuale e di relazione del disabile”.

“Pur risultando materialmente accaduto che si trovasse in talune giornate del giugno 2013 lontano dall’abitazione della madre ciò non è sufficiente a far ritenere sussistente il fatto contestato – la violazione del dovere di fedeltà e correttezza – perché una volta accertato che, ferma la convivenza, il lavoratore comunque prestava continuativa assistenza notturna alla disabile, alternandosi durante il giorno con altre persone, con modalità da considerarsi compatibili con le finalità dell’intervento assistenziale, tanto svuota di rilievo disciplinare la condotta tenuta”.


Diritto alla reintegra

La Cassazione ha quindi avvalorata il diritto del lavoratore a riavere il posto di lavoro dal momento che non ha commesso alcun illecito disciplinare.
Fonte: Sentenza della Cassazione.

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