giovedì 1 febbraio 2018

Notifica senza raccomandata





Legge di Stabilità 2018 e notifica di atti giudiziari a mezzo posta: addio al monopolio di Poste Italiane e alla comunicazione di avvenuta notifica
Cartella esattoriale nulla: regole e sentenze



Come noto, la Legge di Bilancio 2018 ha introdotto novità in tenga di notifiche degli atti giudiziari con particolare riferimento alla notifica “per posta”: ora l’ufficiale giudiziario può consegnare l’atto sia a Poste Italiane, come avvenuto finora, sia ad un servizio di posta privato. Novità che ricordiamo tuttavia non essere ancora operativa.


Addio alla comunicazione di avvenuta notifica

L’altra grande novità, già in vigore dal 1° gennaio 2018 è che la legge di stabilità 2018 ha sancito anche l’addio alla raccomandata informativa, ovvero alla cosiddetta Can, la comunicazione di avvenuta notifica che veniva inviata al destinatario della raccomandata nel caso in cui, in sua assenza, la busta venga consegnata a un familiare convivente. Fondamentalmente, quindi, viene esteso il sistema già previsto per gli atti dell’amministrazione finanziaria a tutti gli atti giudiziari.

Notifica in assenza del destinatario

Ricordiamo che il codice di procedura civile prevede che in assenza del destinatario, lato giudiziario possa essere notificato:

  • ad un familiare convivente se maggiore di 14 anni e palesemente non incapace;
  • al portiere in assenza di un convivente o in caso di suo rifiuto aveva ricevere la missiva.
    Se queste figure sono assenti o si rifiutano di ricevere la notifica avviene il deposito presso l’ufficio postale con conseguente invio dell’avviso di giacenza al destinatario.
    Se invece il convivente o il portiere ritirano la notifica, al destinatario non viene più inoltrata alcuna raccomandata di avvenuta notifica. In pratica quindi da ora in poi è possibile che il destinatario dell’atto giudiziario possa non venire mai a conoscenza della sua notifica, se questa viene consegnata, in sua assenza, ad uno dei soggetti alternativi previsti dal codice di procedura civile.



mercoledì 31 gennaio 2018

Invalidità civile: quando e come ottenerla



Assegno di invalidità, pensione di inabilità, indennità di accompagnamento e indennità mensile di frequenza: le misure assistenziali a tutela degli invalidi.
Lo Stato viene incontro a quanti presentano una invalidità riconoscendo loro una serie di benefici di varia natura, i più importanti dei quali sono di tipo economico. Oltre a una serie di agevolazioni fiscali (si pensi alla possibilità di acquistare un’auto con la legge 104 con uno sconto sostanziale sul prezzo di acquisto e all’esenzione dal bollo auto), c’è anche il diritto all’assegno ordinario di invalidità, alla pensione di inabilità, l’indennità di accompagnamento (per chi, oltre all’invalidità al 100%, non è in grado di provvedere da solo alle proprie necessità quotidiane), l’indennità mensile di frequenza. I benefici vengono di norma proporzionati alla gravità dell’invalidità e ad altre condizioni. In tutti i casi è comunque necessario presentare una apposita domanda all’Azienda sanitaria di residenza che accerta, mediante una propria commissione medica, l’esistenza e l’entità dell’invalidità. La fruizione dei benefici decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda suddetta. Se l’invalido non è soddisfatto della valutazione fatta dalla Commissione può presentare ricorso in tribunale. Questo è, per sommi capi, tutto l’impianto delle varie discipline in tema di tutela dell’invalido. Scendiamo ora nel dettaglio e vediamo come quando ottenere l’invalidità civile.
 

mercoledì 17 gennaio 2018

Congedo per assistenza notturna


La Cassazione chiarisce quando l'assistenza al familiare grave giustifica il congedo straordinario: nullo l'eventuale licenziamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29062/17, ribadisce il principio secondo il quale chi usufruisce dei congedi retribuiti per assistere un familiare con grave disabilità, ai sensi della legge 104/1992 e del decreto legislativo 151/2001, ha diritto ad avere “spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita e di riposo“.

Congedo e assistenza

Sulla base di questo principio, i giudici supremi hanno dato ragione ad un lavoratore che aveva impugnato il licenziamento impostogli dall’azienda dopo aver scoperto che, mentre era in congedo straordinario di due anni, stava con la madre disabile solo di notte mentre di giorno tornava a casa sua.

Ricorrendo ad un accertamento investigativo, l’azienda aveva infatti rilevato che, nel corso delle giornate, il lavoratore in congedo straordinario  si era dedicato ad attività di proprio personale interesse e non risultava aver assistito la madre disabile, mentre di notte stava con la madre malata di Alzheimer ed insonne per evitare che scappasse di casa come aveva tentato di fare altre volte (questa la spiegazione fornita dal lavoratore).

La legge, spiegano i giudici della Corte di Cassazione, non prevede orari per l’assistenza: basta essere presenti, non conta se di giorno o solo di notte. In particolare nella sentenza si legge:

“Non si può ritenere che l’assistenza che legittima il beneficio del congedo straordinario possa intendersi esclusiva al punto da impedire a chi la offre di dedicare spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita, quali la cura dei propri interessi personali e familiari, oltre alle ordinarie necessità di riposo e di recupero delle energie psico-fisiche, sempre che risultino complessivamente salvaguardati i connotati essenziali di un intervento assistenziale che deve avere carattere permanente, continuativo e globale nella sfera individuale e di relazione del disabile”.

“Pur risultando materialmente accaduto che si trovasse in talune giornate del giugno 2013 lontano dall’abitazione della madre ciò non è sufficiente a far ritenere sussistente il fatto contestato – la violazione del dovere di fedeltà e correttezza – perché una volta accertato che, ferma la convivenza, il lavoratore comunque prestava continuativa assistenza notturna alla disabile, alternandosi durante il giorno con altre persone, con modalità da considerarsi compatibili con le finalità dell’intervento assistenziale, tanto svuota di rilievo disciplinare la condotta tenuta”.


Diritto alla reintegra

La Cassazione ha quindi avvalorata il diritto del lavoratore a riavere il posto di lavoro dal momento che non ha commesso alcun illecito disciplinare.
Fonte: Sentenza della Cassazione.

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martedì 26 dicembre 2017

Prospetto informativo disabili


Sistema per l’invio del Prospetto Informativo on line
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Regole per l'invio
  • I datori di lavoro pubblici e privati, che hanno la sede legale e le unità produttive ubicate in un’unica Regione o Provincia Autonoma e che adempiono all’obbligo direttamente, inviano il prospetto informativo presso il servizio informatico messo a disposizione dalla Regione o Provincia Autonoma.
  • I soggetti abilitati effettuano tutte le comunicazioni attraverso il servizio informatico regionale ove è ubicata la sede legale.
  • Nel caso di invio del prospetto da parte di un’azienda Capogruppo, la regola di invio segue quella dell’azienda capogruppo stessa.
Per maggiori informazioni sul servizio clicca qui.

domenica 24 dicembre 2017

Diritto al lavoro dei disabili


Servizio occupazione disabili

La legge n. 68/1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” ha introdotto il nuovo concetto di collocamento mirato, inteso come l’insieme di strumenti tecnici ed interventi di supporto che consentano una reale integrazione lavorativa delle persone con disabilità.
Tale norma obbliga tutti i datori di lavoro pubblici e privati con almeno 15 dipendenti come base di computo ad avere alle proprie dipendenze uno o più lavoratori iscritti alle liste di cui all’art.8 (disabili
).
Il decreto legislativo n. 151 del 14.09.2015 introduce alcune modifiche in materia di collocamento obbligatorio.
Nella scheda sintetica vengono presentate le principali modifiche

Sei una persona con disabilità e vuoi inserirti nel mondo del lavoro. Il Centro per l’ Impiego territorialmente competente ti offre servizi di natura amministrativa e interventi di politiche attive del lavoro.

La tua azienda è tenuta ad assumere persone con disabilità. Il Servizio Occupazione Disabili ti offre i servizi amministrativi e di supporto  relativi all’applicazione della legge 68/99.

Eroghi servizi per persone con disabilità: inserimento lavorativo, sostegno all’occupazione, supporto al collocamento mirato. Il Piano provinciale per l’occupazione dei disabili (Emergo) finanzia azioni e servizi ed agisce attraverso il coinvolgimento di enti pubblici e privati, i disabili e le loro famiglie, le istituzioni, le cooperative sociali e le imprese creando una rete di rapporti capace di supportare le attività connesse alla formazione e al lavoro dei disabili.

sabato 16 dicembre 2017

Bollo auto esenzione: chi non deve pagare



Chi non deve pagare il bollo auto? Il mensile ‘Quattroruote’ ha fatto un po’ di chiarezza sui soggetti che sono esentati dal pagamento del bollo auto dato che ci sono regole diverse in ogni regione d’Italia.
Provincia autonoma di Bolzano: per i primi tre anni dall’immatricolazione non pagano il bollo tutti i veicoli a idrogeno, gas metano, Gpl, ibrida elettrica e termica.
Campania: esenzioni per chi ha auto ibride (benzina-elettrica o benzina-idrogeno).
Emilia Romagna: non paga il primo periodo fisso e i due anni successivi chi ha immatricolato un’auto ibrida (gasolio-elettrica, benzina/elettrica e benzina/idrogeno) tra l’1 gennaio 2016 e il 31 dicembre 2016.
Lazio: l’esenzione, sempre per le ibride, incluse quelle ad alimentazione termica, di fatto è per i primi tre anni.
Liguria: per le auto ibride (benzina-elettrica, benzina-idrogeno, gasolio-elettrica) immatricolati non prima dell’1 gennaio 2016 potranno godere dell’esenzione del primo bollo e dei quattro anni successivi.
Lombardia: per i veicoli ibridi (benzina-elettrica, gasolio-elettrica) con ricarica esterna immatricolati tra l’1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 c’è una riduzione del bollo del 50 per cento per tre anni.
Marche: tutti i veicoli ibridi (benzina-elettrica, gasolio-elettrica, alimentazione termica, benzina-idrogeno) immatricolati nel 2017 c’è l’esenzione del bollo per il primo anno e per i 5 anni successivi.
Puglia: c’è l’esenzione per i veicoli ibridi immatricolati da gennaio 2014 per il primo periodo fisso e per i successivi cinque anni.
Provincia di Trento : c’è l’esenzione per cinque anni per le auto metano-benzina, Gpl benzina, elettrica-benzina.
Umbria: niente bollo per due anni su tutti i veicoli ibridi elettrici con benzina o gasolio immatricolati tra gennaio 2016 e dicembre 2017.
Veneto: dal 2014 i proprietari della auto ibride sono esentati per tre anni dall’immatricolazione.
AUTO STORICHE – La normativa di riferimento per tutte le regioni prevede che l’esenzione dal pagamento del bollo riguardi solo auto con età pari o superiore ai 30 anni (non più 20 come recitava la legge precedente): se però il veicolo circola su strada pubblica bisogna pagare una tassa forfettaria 28,40 euro per le auto e 11,36 euro per le moto.  Alcune regioni , però, hanno introdotto una normativa ad hoc. In questo caso specificatamente e in generale, la soluzione migliore per verificare l’ammontare del bollo è collegarsi al sito ACI, verificando gli aggiornamenti della legislazione sui vari portali regionali e calcolandolo in base alla propria regione di ‘appartenenza’.
AUTO PER DISABILI – Tante le esenzioni per i disabili e i loro accompagnatori. Per auto e moto fino a 2.000 cc con motore a benzina e fino a 2.800 cc con motore a diesel, c’è l’esenzione totale per sordomuti, non vedenti e per soggetti con ridotte o impedite capacità motorie. L’esenzione riguarda ovviamente anche i soggetti familiari che hanno a carico le categorie appena citate, sempre per auto al massimo 2.0 benzina e 2.8 diesel. Esenzione anche per motocarrozzine, macchine elettriche e motocicli leggeri utilizzati da invalidi o mutilati. Esenzione pure, infine, per i veicoli utilizzati nelle missioni umanitarie e per il trasporto di persone bisognose di cure mediche: in quest’ultimo caso non rientrano però automaticamente le autoambulanze, che spesso sono utilizzate a fini di lucro. In questa circostanza l’esenzione del bollo deve essere sottoposta alla verifica della regione di appartenenza.

venerdì 8 dicembre 2017

LINEE GUIDA I.N.P.S. PER L’ACCERTAMENTO DEGLI STATI INVALIDANTI

CRITERI E MODALITÀ DI APPLICAZIONE
La nuova tabella fa riferimento, secondo i criteri della normativa vigente, all’incidenza delle infermità sulla capacità lavorativa esprimendo il pregiudizio percentuale che su di essa comporta ciascuna menomazione anatomo-funzionale. La tabella prevede sia infermità cui è attribuita una percentuale "fissa", sia infermità per le quali l’invalidità è riferita a una o più fasce successive di dieci punti percentuali, individuate secondo classi funzionali definite in base a criteri di evidenza clinica. Per alcune infermità sistemiche o con possibili complicanze a carico di molteplici organi e apparati, che mal si prestano ad una esauriente distinzione in classi funzionali, si è scelto di accorpare più fasce di invalidità in una sola voce tabellare, indicando un range superiore ai 10 punti percentuali e specificando criteri e modalità di valutazione in rapporto a natura e gravità delle complicanze. Per le infermità non tabellate si procede alla valutazione del danno in via analogica indiretta, o per equivalenza, con riferimento ad infermità analoghe tabellate e di pari gravità. La struttura tabellare proposta, prevedendo per una medesima infermità fasce successive di invalidità correlate a crescente compromissione funzionale, esclude, di regola, il ricorso a valutazioni con criterio analogico proporzionale, riservato alle infermità che risultino tabellate ma con diversa gravità.